mercoledì 14 settembre 2011

NELL'EMBRIONE LE PROVE DELL’EVOLUZIONE...

Nè L’origine della specie in riferimento alle prove embriologiche, Darwin sostiene che non si potrebbe trovare prova migliore di quella contenuta nella dichiarazione di Von Bear quando afferma che ”gli embrioni dei mammiferi, degli uccelli, dei rettili e dei serpenti, e probabilmente anche dei chelonii sono perfettamente somiglianti l’un l’altro, tanto nel complesso delle loro parti quanto nel modo di svilupparsi delle medesime; a tal punto, che in pratica spesso non possiamo distinguere gli embrioni se non dalla loro grandezza. Io posseggo due piccoli embrioni nell’alcool, cui ho dimenticato di attaccare nomi, ed ora sono affatto incapace di dire a quale classe appartengono” . Testimonianza questa che certamente rende l’idea dell’attendibilità dell’argomento. In questo caso, l’autore afferma che, a causa dell’assenza di etichettatura, non riesce ad attribuire agli embrioni in esame, non la specie, ma addirittura la classe di appartenenza, lasciando intendere che a quello stadio di sviluppo i caratteri distintivi di ordine, famiglia, genere e specie non sono minimamente manifesti. Nel processo di sviluppo embrionale generalmente si “eleva l’organizzazione” , intendendo non un semplice aumento della complessità, bensì un maggiore adattamento della forma adulta all’ambiente naturale in cui si troverà a vivere. Certamente ci si troverà tutti d’accordo nel dire che l’organizzazione di una farfalla è più elevata di quella della larva o della crisalide dalla quale deriva, di certo però esistono casi, come quelli di alcuni crostacei parassiti, in cui la complessità della forma adulta è decisamente inferiore a quella dello stadio larvale.

D’altro canto Darwin sottolinea precisamente che quanto sopra descritto non è regola univoca, mettendo in risalto che, da osservazioni di Richard Owen sui cefalopodi, risulta assenza di metamorfosi alcuna, e il carattere di cefalopode si manifesta molto tempo prima che l’embrione sia completo.

Dalle testimonianze darwiniane, dalle prove raccolte da numerosi altri autori in seguito e dallo sviluppo di nuove discipline, oggi possiamo dire che le affermazioni di Darwin erano corrette e fondate. Appare assolutamente incredibile, ed a mio avviso questo mette in luce l’immensità del genio darwiniano, che con le moderne tecniche e con le nuove discipline si contribuisca solo a confermare quanto pubblicato nel 1859.

Darwin afferma che “è assai probabile che in molti gruppi di animali gli stadii embrionali o larvali ci mostrino più o meno completamente la forma adulta del progenitore dell’intero gruppo... E’ anche probabile, in seguito a quanto abbiamo detto intorno agli embrioni dei mammiferi, degli uccelli, dei pesci e dei rettili, che questi animali siano i discendenti modificati di un antico progenitore, il quale allo stato adulto era fornito di branchie, di una vescica natatoria, di quattro arti pinniformi e di una coda lunga, organi tutti utili per un animale acquatico” .

Chiaramente paleontologia e biologia non avevano ancora annunciato il ritrovamento di fossili o fossili viventi come i Sarcopterygii (es. celacanto). (...)

("Neodarwinismo, l'evoluzione della teoria". D. Persico, "Il Simposio delle Muse", 2009)

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