martedì 22 aprile 2008

L'evoluzione dell'uomo? Questione di vedute


L’evoluzione delle specie è un cambiamento, non necessariamente migliorativo, spinto dalla selezione naturale. La teoria dell’evoluzione venne presentata per la prima volta al pubblico nel 1859 mediante la pubblicazione del libro “Sull'origine delle specie per mezzo della selezione naturale o la preservazione delle razze favorite nella lotta per la vita” di Charles Darwin.
Si tratta indubbiamente dell’opera scientifica che ha radicalmente cambiato l’idea della vita sul nostro pianeta, per questo rappresenta facile terreno per interpretazioni e strumentalizzazioni.
La lotta all’evoluzionismo, effetto di coda dei movimenti proecclesiastici statunitensi, è uno degli elementi che hanno caratterizzato l’ultimo decennio di politica italiana. Dalle scuole all’università, dai più prestigiosi centri di ricerca alla piazza la parola d’ordine è stata bandire Darwin, bollando la sua teoria come superata e antiscientifica. Posizioni, quelle della politica, antistoriche e anticulturali a dir poco imbarazzanti, rimarcate inoltre dai recenti atti del convegno di Castel Gandolfo su fede e darwinismo (2006).
La caccia alle streghe si svolge particolarmente durante il biennio 2003-2004 e porta ad una revisione dei libri di Scienze e Storia imputati di favorire la propaganda di sinistra. Un’affermazione interessante considerando che l’URSS di Stalin fu l’unico regime a vietare l’evoluzionismo e che Marx considerava Darwin colpevole di una deviazione borghese e capitalista della scienza.
Nel 2004 vengono ridefiniti i programmi di scienze per le scuole secondarie di primo grado ed in breve Darwin scompare dai nuovi piani di studi ministeriali. Nel Decreto legislativo n. 59 del 19 febbraio 2004, allegato C, l’insegnamento dell’evoluzionismo viene omesso. Ne consegue una comunità scientifica in rivolta ed alcune interrogazioni parlamentari. Un timido susseguirsi di eventi che culmina nel Decreto legislativo del 17 ottobre 2005, col quale ricompaiono finalmente le indicazioni d’insegnamento dell’evoluzionismo per i programmi della terza media. Rimangono quindi ancora escluse le scuole dell’infanzia del primo ciclo, le elementari.
Oggi la teoria che sta alla base delle Scienze Naturali è raccontata nei libri di storia delle scuole primarie in un capitolo denominato “Miti e leggende”.
Fossili, selezione artificiale, gradualismo filetico, biodiversità, organi rudimentali sono soltanto alcune delle prove che Darwin utilizzò per confermare in teoria la sua ipotesi. Questi concetti, descritti nei musei di Storia Naturale, rappresentano però ancora un tabù e da più parti considerati verità scomode, concetti blasfemi o prese di posizione politiche, mentre il loro significato è puramente biologico.
Se consideriamo per esempio la nostra specie sotto questo punto di vista, ci si rende conto quanto l’uomo subisca inconsciamente i meccanismi evolutivi senza possibilità alcuna di governarli. Un’ammissione profondamente biologica è la chiave di comprensione del processo evoluzionistico, scientificamente descrivibile, ma biologicamente difficile da comprendere. Un’obiettiva visione evoluzionistica potrebbe esser raggiunta soltanto con la rimozione della visione antropocentrica che la nostra specie si porta incoscientemente a presso.
Un processo inevitabile quindi che in poco più di un secolo ha rapidamente spalancato le porte di un progresso di cui beneficiamo, ma che opportunamente rallentato può facilmente esser governato da pochi.
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Domenica 18 Maggio 2008 ore 15.30
Presentazione ufficiale del volume
"L'origine dell'uomo? Questione di vedute"
Museo Naturalistico Paleontologico di
San Daniele Po (CR)

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