giovedì 24 giugno 2010

Cepaea nemoralis...


...vi dice nulla? La più "tropicale", per colorazione, delle chiocciole nostrane.
Un areale di distribuzione vastissimo, tutta Europa, ed una caratteristica, o meglio tante: molte livree differenti. Cavolo, ma sono "Ecofenotipi"??? Mi dice una collega paleontologa troppo digiuna di evoluzionismo...
...Em...,forse..e,.. ma si dai, ma chiamiamoli varietà che è meglio. I testi indicano almeno 19 varietà di livrea, io mi sono proposto di ricercarle tutte, o la gran parte per lo meno. Ma qual'è il luogo migliore per incontrare la Cepaea? E la stagione? Bè, modestamente credo di aver trovato la risposta a questi quesiti. L'ideale è la golena del Po, durante la stagione primaverile, quando il fiume va, con calma, in piena stagionale.
Pochi giorni fa, col livello del fiume piuttosto alto mi sono spinto all'interno della golena con il mio kayak, percorrendo da prima una cava artificiale, poi il fiume, poi una lanca ed infine una morta. Ecco quest'ultimo è certamente il luogo migliore. L'acqua non ha corrente, il livello si alza lentamente ed i numerosi esemplari di molluschi terrestri (Helix pomatia, Cepaea nemoralis e Bradibaena fruticola) sfuggono dalla morte portata dalle acque, sui tronchi, sugli gli arbusti, sui rami o su zattere naturali. Queste ultime una vera e propria esposizione naturalistica. Ogni ben di Dio piacevolmente esposto su questi tronchi galleggianti, una varietà di fianco all'altra che come esposte in un moderno supermercato hanno permesso una raccolta oculata, limitata e priva di sperperi.
Così, una volta effettuata la campionatura sono iniziate la pulizia e la conta, prima degli esemplari, poi la classificazione delle varietà ed infine quella delle sub-varietà, o meglio di quegli esemplari palesemente classificabili in un morfotipo ma con qualche caratteristica che li differenzia leggermente.
Allora quanti sono i morfotipi? Bè, dipende dal rigore esercitato dal classificatore. Una rigidità assoluta porta ad un numero certamente maggiore dei "19" riconosciuti, altrimenti un numero pari o inferiore.
Nel mio caso, la spedizione ha portato al riconoscimento di 18 varietà, così descrivibili:
- Rosa con 1 riga;
- Rosa con 3 righe sul lato ombelicale;
- Rosa con 5 bande;
- Rosa con 5 righe;
- Rosa con 3 righe “sbiadite”;
- Rosa con 1 riga sbiadita;
- Rosa;
- Bruna;
- Rosa/giallo con 5 bande;
- Giallo con 5 bande;
- Giallo con 4 righe e 1 banda;
- Giallo con 5 righe;
- Giallo con 3 bande e 2 righe;
- Giallo con 3 righe;
- Giallo con 1 riga;
- Giallo con 3 righe sottili sbiadite;
- Giallo;
- Bianco con labro scuro.
[GLOSSARIO: riga: linea scura sottile (0,5-2 mm); banda linea scura larga (2,5-5 mm)]
Oltre che con la selezione naturale, quindi, il numero di varietà varia anche a causa della discrezione e del criterio tassonomico adottato nel suddividerle. Mi ripropongo comunque di raccoglierne e classificarne il più possibile.

domenica 20 giugno 2010

Eccoci qua...


...i cassetti cominciano a riempirsi. Ieri (sabato 19 giugno) c'è stata la piccola e troppo rapida trasferta in Val Camonica, che è però valsa altre due nuove specie da aggiungere alla collezione.

Si potrebbero fare infinite considerazioni come quella che gli esemplari di Helix pomatia rinvenuti a Incudine(BS) sono stati tutti molto più piccoli di quelli comuni in pianura, oppure che l'esemplare di Cepaea nemoralis al contrario è risultato decisamente più grande dei numerosi rinvenuti nella golena del Po, ma bisogna essere realisti, poche ore e troppa fretta spesso sono responsabili di osservazioni affrettate che possono ingenerare facili errori. Perciò cauti con le osservazioni naturalistiche furtive, annoverando comunque due nuove specie in aggiunta alle altre 26 della neonata collezione: Arianta arbustorum e Euomphalia stringella.


Elenco in aggiornamento:

venerdì 18 giugno 2010

Lumaga lumaghiin tira foora i to curniin...


Avete mai provato ad osservare le chiocciole di un territorio?
L'abitudine e la superficialità portano spesso a credere che esistano soltanto due o tre specie, quelle normalmente visibili, più o meno abbondanti, dopo una pioggia di qualche ora.
La realtà che si pone agli occhi del naturalista incallito è invece ben diversa da questo assunto frettoloso.
I molluschi terrestri sono abbondantissimi sia come numero di esemplari sia come numero di specie, ed all'interno di queste specie abbondano pure le varietà e i morfotipi. Straordinariamente abbondanti sono pure gli endemismi. Ma pensandoci bene è normale che sia così... 
La loro lentezza infatti favorisce spesso l'isolamento riproduttivo, accentuando quindi la velocità e l'incidenza del processo evolutivo. La maggioranza delle specie di molluschi polmonati è di piccole o piccolissime dimensioni, caratteristica che li rende spesso trascurabili o comunque poco visibili. Abitano il sottobosco, la riva del fiume, dello stagno, le acque dolci, il muretto sotto casa, le rocce delle montagne e spesso si infiltrano tra frutta e verdura percorrendo le infinite strade commerciali dell'uomo, fino a ritrovarsi ben lontane dal loro luogo di origine e con la possibilità, clima permettendo, di operare nuove colonizzazioni. Ecco quindi che specie tipiche del sud Italia presentano magari un'anomala distribuzione in limitate aree del nord est...
Da qualche mese mi sto occupando di molluschi terrestri e dulciacquicoli, concentrando l'attenzione, in particolare, su tutte le specie italiane in cui riesco ad imbattermi e devo dire, seppur da principiante alle prime armi, che la prima impressione è quella di un gruppo zoologico davvero interessante, dove distribuzione geografica, ambiente, e morfologia garantiscono un quadro evoluzionistico facile da osservare e tutto da scoprire...
Questo post rappresenta un primo intervento a proposito di una collezione neonata, che per ora consta "solo" di 24 specie, ma che ha già iniziato a svelare interessanti retroscena. L'anellomancante provvederà nei prossimi tempi a rendervi partecipi di questa nuova avventura. Dopo diversi interventi di ricerca nella golena del Po, domani, per esempio, andremo a caccia in Val Camonica.