mercoledì 16 settembre 2015

FOSSILI DEL PO: manuale pratico di paleontologia fluviale (comunicato stampa)

(Prezzo di copertina 15 Euro)


Il cacciatore di fossili non uccide anzi resuscita, e il frutto della sua fatica è quello di aggiungere qualcosa in più alla somma dellumano piacere e ai tesori dellumana conoscenza
(G. Simpson, 1934)


Con questo incipit esordisce in libreria il nuovo volume scritto a sei mani da Persico Davide, ricercatore e docente di Paleobiologia dell’Università degli Studi di Parma; Andrea De Giovanni, laureando; e Simone Ravara, Direttore del Museo Paleoantropologico del Po di San Daniele Po. Il Manuale pratico di Paleontologia fluviale è la nuova pubblicazione del Museo Paleoantropologico del Po ed è edito dalla casa editrice cremonese Delmiglio, con la quale il Museo di San Daniele collabora da anni.
Il volume, frutto di una ricerca pluriennale, si è concretizzato grazie al lavoro di Tesi del laureando Andrea De Giovanni presso il corso di studi di Scienze della natura e dell’ambiente dell’Università di Parma, di cui Persico e Ravara sono rispettivamente relatore e correlatore.
Obiettivo della tesi era la creazione di una guida pratica, utile agli appassionati di paleontologia e di ambiente, per comprendere il Fiume Po dal punto di vista paleontologico, cercando di promuovere un ambito turistico culturale che per il territorio cremonese è una assoluta novità.
Fornendo fondamentali nozioni di paleontologia e attraverso la descrizione della geologia e della sedimentologia del territorio, il Manuale pratico di paleontologia fluviale spiegherà al lettore quali processi e quali fenomeni consentono al ricercatore di accedere all'enorme banca-dati rappresentata dai fossili che, estratti e trasportati dalle correnti, si ritrovano allo stato erratico sulle spiagge del Grande Fiume.
Il Manuale consta di sette capitoli, nel primo dei quali si definiscono i “fossili”, e nei successivi si danno nozioni sul tempo, la paleontologia, la geologia e la sedimentologia del Grande Fiume.
L'intensa antropizzazione ha cancellato ogni traccia del passato della pianura, ma gli strati alluvionali antichi e il loro contenuto in fossili, continuamente erosi e depositati dal fiume, costituiscono un archivio prezioso per ricostruire, come in un mosaico, la preistoria e la storia del nostro territorio e il Manuale di Paleontologia fluviale vuole inserirsi proprio in questo contesto.
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In Italia lo scavo e l’estrazione di fossili e di reperti archeologici sono attività illegali e vietate salvo concessione governativa e più precisamente della ‘‘Soprintendenza per i Beni Archeologici’.
Acquistare e collezionare fossili non è vietato, a patto di avere regolare certificato che ne afferma l’acquisto da un paese estero in cui la ricerca e la vendita siano consentiti (ad esempio Marocco o USA) e che il fossile abbia passato legalmente la frontiera. L’unica eccezione italiana è il sito di Bolca (VR), in cui da anni i proprietari del fondo possono vendere alcuni reperti che non vengono ritenuti necessari alla ricerca scientifica.
In Italia è si vietato scavare ed estrarre fossili, nessuno vieta però di cercarli. In particolare, nel fiume Po, dove i fossili si rinvengono sulle spiagge senza bisogno di alcun tipo di escavazione e le variazioni stagionali del livello delle acque possono compromettere l’incolumità dei reperti, la loro raccolta ai fini di una consegna ad un museo è la cosa giusta da fare.
La raccolta dei fossili avviene sempre a mano, senza alcuna attività di escavazione. In ogni caso, al momento del ritrovamento è sempre fondamentale conservare il fossile fino alla consegna in museo, nelle condizioni di umidità in cui è stato trovato senza pulirlo mai.
La preparazione dei fossili è un procedimento specialistico finalizzato sia alla conservazione museale sia alla ricerca. L’avventurarsi in preparazioni improvvisate, oltre a danneggiare o distruggere il reperto, porterà sicuramente alla perdita di informazioni utili ai fini dello studio.
In caso di ritrovamento si consiglia (sempre) di rivolgersi al più vicino museo specializzato.
Per informare al meglio il lettore appassionato, il manuale porta in appendice la legislazione vigente in material di raccolta e tutela dei beni paleontologici e archeologici dello Stato.
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Realizzato in formato tascabile, con carta impermeabile lucida, il manuale consta di una copertina semirigida sul retro della quale vi è una mappa del fiume Po nel tratto da Cremona a Casalmaggiore, con la localizzazione di tutte le barre fluviali, degli attracchi pubblici e delle località, al fine di garantire al turista geopaleontologico un facile orientamento.


Nell'interno copertina vi è una scala centimetrica per le misure generiche dei fossili sul campo e una lunga serie di schede tassonomiche rappresentative non solo di tutte le specie di mammiferi fossili ritrovati finora, tra i quali anche l’ultimo importante ritrovamento del Leopardo del Po, ma anche, per la prima volta, di fossili di invertebrati come molluschi marini, dulciacquicoli e insetti presenti nei sedimenti del fiume; di vegetali, e di alcuni tipi di reperti archeologici. Insomma una piccola guida pratica da portarsi in tasca per cogliere, al meglio, tutte le curiosità che il Grande Fiume è in grado di offrire.





 La prima presentazione ufficiale si svolgerà, a sorpresa, direttamente sul Po durante la crociera del 19 settembre che partirà nel pomeriggio da Isola Pescaroli. Una seconda presentazione avverrà in occasione del 20 settembre, nelle quattro crociere fluviali promosse dal Touring in partenza da Cremona, nelle quali Persico farà da guida naturalistica.

domenica 13 settembre 2015

NATURALIS (...)

(...) È un centro ricerca paleontologica olandese con annessa sezione espositiva.
Frutto di un lavoro di ricerca secolare, Naturalis è il risultato di una evoluzione mediante il raggruppamento di diversi musei naturalistici e paleontologici. Situato in un edificio di nuova costruzione, si trova nel quartiere di biotecnologie di Leiden, non lontano da industrie farmaceutiche, dal progetto Airbus, dalla NASA e dalla nuova facoltà di archeologia.
Naturalis è un centro di ricerca d’eccellenza che affianca, alla più grande collezione di mammiferi fossili quaternari, conservati in un adiacente grattacielo creato ad hoc, un settore museale espositivo estremamente moderno e accessibile.


Parte dei laboratori di ricerca sono collocati in una sezione visitabile e usufruibile dove non solo è possibile approcciarsi agli strumenti di ricerca, ma è anche possibile vedere ricercatori all'opera su microscopi, collezioni e terminali collegati ai database del Centro.



La sezione espositiva è innovativa e moderna. 
All'ingresso del museo il visitatore è accolto in un breve corridoio aperto nella hall centrale, ed accompagnato attraverso un breve percorso fino al centro della sala espositiva. Qui, su di una scrivania da laboratorio, è collocata una ampolla illuminata da periodiche scariche elettriche, collegata con cateteri ad altri contenitori. In essa si crea, riproducendo l'esperimento di Miller, il brodo primordiale dal quale ebbero origine le prime molecole organiche capaci poi di evolvere generando la vita.



Ci si accorge, sollevata la testa dell’interessante esperimento, di trovarsi al centro di un percorso a spirale, nei giri di spira del quale, tra fossili originali si percorrono le tappe dell'evoluzione biologica nelle varie ere geologiche, dagli albori al Quaternario. 
Da Miller alle prime cellule fossili, le stromatoliti, per poi passare attraverso l’Era primaria alla secondaria, il Mesozoico, con imponenti ricostruzioni di dinosauri che addirittura prevaricano nel secondo piano del museo, quello biologico.





Il criterio espositivo, apparentemente complicato all’inizio, si manifesta gradualmente percorrendo la spirale orizzontale della vita. 
Passo dopo passo, ci si ritrova, guardando il soffitto, in un intrico di tubi orizzontali e colonne che, dipartendosi dal medesimo centro, oltrepassano il soffitto del primo piano congiungendosi a forme di vita attuali. In orizzontale si percorre il tempo, in verticale si comprende la filogenesi dei viventi. E' una piacevole rivelazione per gli appassionati che, visitando il museo si ritrovano immersi nei tempi geologici e partecipi dell'albero filogenetico. Questo metodo espositivo fa del Naturalis uno dei più moderni ed innovativi musei mai visitati finora.


Pur non essendo estremamente grande, l’area espositiva è ben accessibile, ricca di reperti originali, integrata alla tecnologia ma senza eccessi. Essa è collocata in un edificio moderno, fatto di acciaio, vetro e legno che ricorda molto da vicino, in particolare nelle finiture e nelle trasparenze, il MUSE di Trento, ma con la sostanziale differenza che in questo caso il palazzo è stato creato per le collezioni di reperti e non viceversa. 
Le trasparenze e le strutture del moderno edificio, messe in secondo piano dalle collezioni, tendono gradualmente a scomparire man mano che il visitatore si addentra indirizzato su fossili notevoli, diorami, spiegazioni, indicazioni e curiosità.





Il vero tesoro del Naturalis però sono la ricerca e la conservazione dei reperti. Una torre altissima contiene la più grande collezione di mammiferi fossili del Mondo, per gran parte provenienti dal Doggerland, l’immensa pianura glaciale che si estendeva al posto dell’attuale Mare del nord, dalla Manica alla Gran Bretagna, fino alla Svezia, la Norvegia, la Danimarca, l’Olanda e la Germania.




I fossili sono stati e vengono tuttora recuperati mediante le reti a strascico per la pesca di pesci da fondale. Sui pescherecci arrivati in porto è infatti è possibile, ogni giorno, ritrovare per pochi soldi, ossa fossili di mammuth, megacero, rinoceronte, iena, orso ecc.




Anche le spiagge offrono importanti spunti di ritrovamento grazie al trasporto del moto ondoso, ma soprattutto al materiale che le costituisce. Si tratta infatti, per la maggior parte, di spiagge artificiali costruite con tanto di dune di retro spiaggia inerbate, di sedimenti dragati dal mare, contenenti già di per sé abbondanti quantità di fossili che piogge e moto ondoso contribuiranno a scoprire per la gioia dei cercatori.
Testimonianza dell’abbondanza paleontologica è la facilità con la quale si rinvengono i reperti. Una rapida visita di due ore, ad esempio, ha portato al ritrovamento di ossa e frammenti di zanne di Mammut.





Per l'appassionato e il ricercatore di Paleontologia del Quaternario, una visita al Naturalis e ai luoghi di origine dei fossili è una tappa obbligata da compiere almeno una volta nella vita.