sabato 27 febbraio 2016

RITROVATO RARISSIMO FOSSILE DI IENA MACULATA DEL PO

 

E’ stato rinvenuto sulla barra fluviale di Gerre de Caprioli (CR), durante un’escursione per la ricerca di fossili, un rarissimo osso sacrale di Iena maculata (Crocuta crocuta (Erxleben, 1777)).
Il fossile, materialmente ritrovato dal Direttore del Museo Paleoantropologico del Po di San Daniele Po Simone Ravara durante un’escursione di ricerca con altri membri del Gruppo Naturalistico Paleontofilo, è stato immediatamente riconosciuto come l’osso sacrale di un grosso carnivoro, una assoluta rarità per quanto riguarda i fossili del Po.
Il reperto, oggetto di studio da circa sei mesi del lavoro di tesi di Antonio Fumarola, studente laureando del corso di Laurea di Scienze della Natura e dell’ambiente dell’Università degli Studi di Parma, rappresenta, a detta del relatore della tesi Dott. Davide Persico, docente di Paleobiologia presso il medesimo corso, una scoperta assolutamente rara, sia in termini di parte anatomica ritrovata, sia soprattutto di specie di appartenenza.
“Pensare a branchi di iene che si muovevano a caccia di grandi erbivori sulla Pianura padana nel Quaternario è quantomeno inusuale e incredibile. Ma già come fu sorprendente il ritrovamento di un Neanderthal nei sedimenti del Po, tanto è esaltante il ritrovamento di un fossile di Iena. Considerato inoltre che questo reperto va ad aggiungersi all’importante fossile di Leopardo rinvenuto qualche tempo fa nel Po e sempre ospitato nell’ormai ricca realtà museale sandanielese”.


L’esemplare in esame, certamente un adulto di grandi dimensioni, poteva raggiungere, al pari delle iene viventi, un peso massimo di 90 kg. Il suo areale preistorico includeva gran parte dell'Europa per almeno un milione di anni fino al Pleistocene superiore. Si tratta, come dimostrano le ricerche sulla specie attuale, di un super predatore organizzato in branchi a comportamento sociale complesso di tipo più competitivo che cooperativo. La società di questa iena è matriarcale con le femmine dominanti più grosse (60-90 Kg) rispetto ai maschi (45-75 kg).
È un animale di grande successo, essendo il carnivoro di taglia grossa più comune d'Africa. Il suo successo sta alla sua adattabilità e il suo opportunismo, infatti si tratta di un cacciatore capace di nutrirsi anche di carogne, avendo la capacità di digerire pelle, ossa e altri prodotti animali. Caccia sia da solo che in gruppo  selezionando, nelle mandrie, un individuo da attaccare. La iena maculata è in grado di raggiungere una velocità anche di 60 km orari”.
Il primo ritrovamento di Iena maculata della storia paleontologica del Po rinnova l’interesse verso un gruppo di mammiferi, i carnivori del Quaternario, mai abbondante di ritrovamenti. Questa scarsità di fossili dipende dal ridotto numero di predatori rispetto l’abbondantissimo numero di prede e dalla difficoltà delle poche ossa, di ridotte dimensioni, di conservarsi evitando l’abrasione distruttiva dei sedimenti e del trasporto fluviale.

Il fossile, assieme a rarissimi resti di Orso bruno ritrovati negli anni scorsi da Alberto Badaracchi, Renato Bandera e Giacomo Ravara, della tibia fossile di Leopardo ritrovata da Renato Bandera e da una mandibola di Lupo ritrovata da Gigi Stagioni pochi mesi fa, andrà a costituire una nuova sezione museale che completerà il ricco percorso paleontologico espositivo del Museo Paleoantropologico del Po. L’inaugurazione, con l’apertura ufficiale della nuova sezione espositiva sarà il 15 di Maggio 2016, durante una giornata interamente dedicata al fiume e comprensiva di una crociera tematica pomeridiana.