mercoledì 1 ottobre 2008

ECONOMIA ed EVOLUZIONE

La crisi finanziaria* che sta attanagliando l’economia mondiale si sta rivelando per quella che è: una dilagante ed epidemica condizione di fallimento per banche internazionali, immagini riflesse di economie scapestrate basate su scelte politiche lontane dai pareri di esperti e tecnici.

Le banche che per prime hanno tracollato sono state i colossi statunitensi, seguite, o meglio, che stanno trascinando con sè, i più importanti banchi di credito internazionale.

In italia il tracollo sembra iniziato soltanto per un istituto bancario, il più internazionale a detta degli esperti, cioè quello che risente maggiormente della crisi in quanto operante soprattutto su scala intercontinentale.

Un meteorite cade improvvisamente, seppur con qualche avvisaglia, nel cuore dell’economia americana, scatenando un’onda d’urto ed effetti che si propagano velocemente, come in un effetto domino, sui grandi colossi europei ed asiatici.

Il più tragico e temuto effetto della globalizzazione si sta manifestando, con istituti bancari che si radicano sull’intero pianeta raggiungendo una sorta di specializzazione caratterizzata da medesime morfologie, stessa nicchia ecologica, stessa fonte di approvvigionamento; organismi incapaci di sostenere il possente cambiamento del clima economico e politico mondiale.

Malthus (1766-1834) nel suo saggio più famoso, sosteneva che l'incremento demografico avrebbe spinto a coltivare terre sempre meno fertili con conseguente penuria di generi di sussistenza per giungere all'arresto dello sviluppo economico, poiché la popolazione tenderebbe a crescere in progressione geometrica, quindi più velocemente della disponibilità d’alimenti, che crescono invece in progressione aritmetica, teoria questa che sarà poi ripresa da altri economisti per teorizzare l’esaurimento del carbone prima, e del petrolio dopo… In questi anni l’economia ha consumato molto di più di quanto avesse a disposizione, il risultato è oggi un tracollo al quale probabilmente resisteranno i piccoli istituti bancari, coloro i quali si avvalgono delle economie nazionali e del radicamento sul territorio, che non azzardano in borsa ma che si limitano ad investimenti garantiti o comunque stabili. Organismi di nicchia, non ancora specialisti in grado di sopravvivere ad un evento d’estinzione di massa, capaci in futuro, di dare origine a qualche radiazione adattativa destinata inevitabilmente alla specializzazione cioè alla vulnerabilità. A meno che... lo stato evolutivo raggiunto finora sia talmente consono da resistente al susseguirsi di mutamenti futuri e tale da generare una perdurante stasi o comunque sottostare ad un’evoluzione molto lenta sopportando i mutamenti ambientali. Darwin definì questa condizione: fossili viventi.

*scusate le imprecisioni della terminologia economica ma la metafora si presta.

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