giovedì 20 dicembre 2012

18 DICEMBRE 1912: 100 ANNI FA LA VERA STORIA DI UN FALSO ANELLO MANCANTE



The Piltdown Man è un Pub che prese il nome dalla più grande scoperta paleoantropologica mai avvenuta in suolo inglese: l’uomo di Piltdown. Ancora oggi, questo pub mantiene quel nome nonostante si sia svelato che quella scoperta altro non fu che la più grande truffa paleoantropologica di tutti i tempi.
Si narra che sei gentleman inglesi, tali Charles Dawson, Pierre Teilhard de Chardin, Martin A. C. Hinton, Horace de Vere Cole, Arthur Keith e Arthur Conan Doyle, poi soprannominati la Piltdown Gang, organizzarono nei minimi dettagli, il fasullo ritrovamento del “giusto” anello mancante nell’evoluzione umana. Non un ominide simile alle scimmie dalla capacità cranica troppo inferiore alla nostra e, per giunta africano o asiatico, ma un missing link nobile, dignitoso, certo un poco primitivo, ma già ragionatore, ben pensante, con un cervello già sapiente.. e soprattutto inglese.
Questi signori, impegnati nel riesumare le nobili origini dell’uomo di Piltdown, unirono l’utile al dilettevole ingegnandosi per riportare in vita la scimmia più umana che si era mai vista.
Il fossile si componeva di due diverse parti: un calvario, estremamente moderno ed una mandibola arcaica, scimmiesca.
Il 18 dicembre 1912, alla riunione del Geological Society of London, Charles Dawson presentò i resti fossili agli studiosi, affermando che gli stessi gli erano stati consegnati, 4 anni prima, da un lavoratore della cava di Piltdown...una storia molto simile al ritrovamento del Bambino di Taung per opera di Raymond Dart (1924).
Secondo quanto riferito da Dawson, l'operaio aveva scoperto i resti poco prima del suo arrivo, e li aveva in parte rovinati. In successive visite alla cava, Dawson ritrovò altri frammenti del cranio, e li portò da Arthur Smith Woodward, custode del reparto geologico al British Museum. Fortemente interessato dai ritrovamenti, Woodward accompagnò Dawson al sito, dove, tra giugno e settembre del 1912, i due ritrovarono insieme ulteriori frammenti del cranio e metà della mandibola.
Sempre nella riunione della Geological Society, Woodward mostrò una ricostruzione del fossile che proponeva l'Uomo di Piltdown come l’anello mancante dell'evoluzione della specie umana: i resti di un organismo che si collocava perfettamente a metà strada tra  le scimmie antropomorfe e l'uomo moderno; una scoperta in linea con la teoria allora prevalente in Inghilterra che voleva l'evoluzione iniziata con la parte riguardante il cervello. Venne così istituita la specie Homo piltdownensis. 
Indagando nei trascorsi dei personaggi coinvolti emergono analogie utili a ricostruire la truffa: Teilhard aveva viaggiato nella regione africana dalla quale proveniva la mandibola di scimmia, e all'epoca del ritrovamento risiedeva nelle vicinanze di Piltdown. Hinton lasciò un baule nel Natural History Museum di Londra, ritrovato nel 1970, contenente ossa di animali e denti modellati e invecchiati artificialmente alla maniera dell'Uomo di Piltdown. Il coinvolgimento invece di Sir Arthur Keith venne dedotto della frettolosità con la quale  giudicò genuino il ritrovamento escludendo tutte le ipotesi possibili e senza documentarsi adeguatamente.
Gli indizi però, che vogliono Charles Dawson come autore principale del falso ritrovamento sono supportati dalle prove di altre truffe archeologiche precedenti. L'archeologo Miles Russel della Bournemouth University ha analizzato la sua collezione privata di reperti, scoprendo che almeno 38 di essi erano dei falsi. Tra questi reperti vi era anche il dente di un ibrido rettile/mammifero, tale Plagiaulax dawsoni, "scoperto" a detta di Dawson nel 1891 e in realtà contraffatto in maniera identica al Piltdown. 
Per anni ricordato come il controverso anello mancante nell’evoluzione umana, l’Uomo di Piltdown probabilmente era solo la parte culminante del lavoro di falsario di Charles Dawson, che in letteratura, viene ormai ricordato come una roccambolesca grottesca truffa, responsabile di aver indirizzato, per anni erroneamente, le ricerche paleoantropologiche verso caratteri arcaici in realtà inesistenti. Il luogo del "ritrovamento" venne identificato nel 1918, con il posizionamento di un cippo commemorativo di dubbia forma fallica che per sembianze e per analoghi moderni, vedi il dito di Cattelan, appare ancor oggi come il viatico verso quel paese cui la gang si divertì a indirizzare innumerevoli creduloni.




L’uomo di piltdown è ancor oggi ampiamente utilizzato dagli antievoluzionisti col fine di inficiare ed invalidare tutte le genuine scoperte antropologiche avvenute successivamente ad esso, ma per gli appassionati di paleontologia e di geologia, dell’uomo di Piltdown è rimasto, oltre al flebile ricordo di un falso fossile, un vero Pub inglese.

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