sabato 22 giugno 2013

ATELIER TROCO

Atelier Troco è il nome della bottega del “Pittore di Cividale” del Friuli.
Come in ogni buona cittadina turistica che si rispetti, per raggiungere la bottega in pieno centro Cividale si deve attraversare un Ponte del Diavolo. Ma bastano pochi metri per accorgersi che qualcosa, in questo luogo, non è come dalle altre parti. Vi è un’evidente sovrapposizione di culture che balza facilmente all’occhio attraverso i numerosi resti archeologici incastonati nelle case attuali. Residui di un’architettura passata che contribuiscono a sostenere gli edifici attuali che a loro volta poggiano su un terreno carsico, perforato nell’intima profondità da camere ipogee di memoria celtica.
Anche i longobardi erano di casa. E lo si percepisce.
Atelier Troco si colloca in questa cornice ricalcando inconsciamente trascorsi simili alla propria città. Solcandone la porta d’ingresso ci si immerge in rimembranze storiche riconoscibili negli oggetti esposti a cornice dei dipinti. 
L’arredo delle stanze (rigorosamente di seconda mano) è cornice dei quadri. 
I libri sullo scaffale sono il contenuto dei quadri.
Le assi grezze inchiodate tra loro sono il supporto dei quadri.
Il vino sul tavolo, col salame affettato al momento, favorisce lo studio dei quadri.
Troco, seduto al tavolo su di una poltrona sghemba, è l’autore dei quadri.
Non c’è bisogno che ripercorra la propria vita per motivare la sua ultima creazione, il riassunto lo si percepisce con un giro in atelier.
Come ogni giovane creativo ricco di idee confuse ma sapientemente impresse nella tela, attraversa diverse fasi della propria vita artistica, imboccando molto presto la via che lo contraddistinguerà: la paleoarte. Con Troco, questa branca artistica fa il salto di qualità. Attraverso osservazioni personali, studi e il contatto con ricercatori esperti, Troco vive la storia naturale ricostruendola. Emerge dai dipinti il costante messaggio che la realtà non è completa finché non viene vissuta.
Embrioni di dinosauri, brillantemente riportati dalla letteratura ottocentesca lasciano in pochi anni spazio a ricostruzioni paleontologiche eseguite con maestria naturalistica e col supporto dello scienziato. La modernità paleontologica è nei suoi dipinti sapientemente coniugata ad una tecnica pittorica, quella ad olio, oggi messa fortemente in discussione dalla computer grafica. Ma un dipinto ad olio parla. A olio non si produce lo schema necessario alla pubblicazione scientifica o il fotogramma di un cartoon giapponese. L’espressione artistica di Troco è ricca di qualcosa che appartiene a tutte le forme di vita e da cui derivano tutte le forme di arte: la struttura. Il suo dipinto ad olio è una scena preistorica rievocata nella quale la vita di animali e piante scomparsi da milioni di anni rinasce rigogliosa. Non è la specie schematizzata e ricostruita, è sempre uno scorcio dettagliato di ecosistema. E’ la struttura della natura.
Troco è il tramite. Raccoglie informazioni, o riceve informazioni che provengono da altre fonti. Traduce queste informazioni in una forma visibile, comprensibile e unica.
Aurornis, una delle sue ultime creazioni parla per tutte. 
Un uccello nella foresta pluviale. Poi le essenze dello sfondo mostrano le loro differenze con le attuali e ci si accorge di un contesto trascorso, passato, estinto, nel quale quell’uccello continua a vivere. Il piccolo dinosauro piumato smettere di essere immaginifico rettile ed inizia, grazie a Troco, a comportarsi da uccello. Solo uno sguardo attento e preparato coglie i dettagli necessari a non scambiarlo per un uccello attuale, ma Troco è questo, Troco non è nulla di scontato. Troco non è quello del dipinto banale, turistico, pur necessario per vivere, del Ponte del Diavolo di Cividale; Troco è l’artista impresso nei paesaggi preistorici, quei dipinti dove il soggetto non è mai in una posa scontata, dove la specie è sempre espressa non come la vorremmo vedere, ma come l’etologia impone. 
Solo un grande artista sa dipingere la natura estinta dando il senso naturalistico della copia dal vero, e il Pittore di Cividale ne è un esempio lampante.  
Visitare Atelier Troco, per un naturalista, è un'esperienza necessaria.























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