lunedì 5 marzo 2007

L’EVOLUZIONE DELLA VITA


La barca galleggia lenta, cullata dal fiume sotto un caldo sole primaverile. Si costeggia la sponda per entrare nel bacino dell’attracco, uno stretto canale fittamente vegetato ma a tratti arido, eroso, dove la pianura, timida, mostra le sue origini. Strati diligentemente sovrapposti costituiscono a nostra insaputa la base sulla quale si passeggia durante spensierate gite in golena. Ad un tratto, la parete laminata si interrompe bruscamente, fori poco ravvicinati turbano l’armonia degli strati attirando l’attenzione degli osservatori.
Fa capolino da uno di questi passaggi un irritato animale, piumato e colorato come il fuoco, che si staglia urlante in cielo allertando i suoi simili e sfiorando la barca con voli radenti.
Gruccioni, uccelli migratori africani che raggiungono l’Europa in cerca di siti da nidificare. Nelle pareti stratificate trovano il loro habitat ideale, un terreno friabile e sabbioso che sotto il peso degli anni diventa un solido e sicuro luogo per fare il nido, una tana nel passato, in strati che, deposti migliaia di anni fa, rappresentano pagine di storia locale che rivedono la vita dopo anni di quiete...
Animali che giunti da continenti lontani trovano rifugio nel passato. Un salto nello spazio e nel tempo per ispirare l’osservatore che avido di metafore e di insegnamenti offerti dalla natura ne fa tesoro trasferendolo ai posteri in una moltitudine di idee.
Come il gruccione ci addentriamo nel passato, scavando antichi strati per riportare alla luce l’albero della vita dagli innumerevoli rami. Negli organismi oggi viventi noi non vediamo altro che le ultime ramificazioni, le estreme cime verdeggianti dell’immane tronco, e sta al paleontologo indagarne il passato, in un continuo viaggio a ritroso nel tempo, discendendo l’albero e ritrovando antichi mastodonti, cervi giganti, orsi delle caverne, abitanti delle “nostre terre”, terre che in epoche precedenti erano mari, abitati da migliaia di molluschi con le loro conchiglie sfarzose di un’infinita varietà di forme, tutte metodicamente adattate all’ambiente di vita; un mare rigoglioso, per alcuni solo leggendario, solcato da balene, squali e pesci d’ogni genere fino ad intravedere, prima di una spaventosa catastrofe globale, sauri giganti sfiorati in cielo come la nostra piccola barca da colorati uccelli, rettili volanti che l’evoluzione cambiò per sempre. Mostri giganti e conchiglie spiralate governavano i mari, spirali che se seguite dagli occhi fanno scivolare la mente in tempi lontanissimi dove soltanto piccole e piccolissime forme di vita popolavano il pianeta.
Tutto questo in passato già venne immaginato, scienziati, medici, naturalisti osservavano i resti della natura per apprendere e per spiegare. È grazie al loro lavoro, alle loro documentate osservazioni che possiamo comprendere da dove veniamo ed immaginare, navigando sul fiume, piccoli e colorati dinosauri alati che nel passato vogliono tornare…

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