martedì 9 dicembre 2008

* 4 - EVOLUZIONE *

Lo schema è quello classico, le giraffe a lungo collo che prevalgono su quelle col collo corto. Un vantaggio acquisito con l’uso o la selezione indiretta degli individui più adatti?
E’ il dilemma che si interpone tra il pensiero lamarckiano e quello darwiniano, un solco sempre più profondo scavato da Darwin, Wallace e sostenuto da Huxley come illuminazione darwiniana…
Ma il motore di questa selezione indiretta quale è? Come si compie? Quali fattori intervengono?
Questo post, il quarto della serie, vuol essere la risposta ad alcuni di questi quesiti…

(continuo a ricordare che i post vanno letti e consultati dal più antico (più basso) al più recente (più alto), come per gli strati delle rocce, o nello studio dei fossili: in ordine stratigrafico)

Lamarck vs. Darwin-Wallace: collezionando coleotteri Darwin e Wallace comprendono il concetto di diversità intraspecifica, cioè l’insieme di differenze che caratterizzano gli individui di una specie.

Sia Darwin sia Wallace furono molto influenzati dalla lettura del «Saggio sui principi della popolazione» dell’economista inglese T. R. Malthus, il quale sosteneva che le popolazioni si accrescono con un ritmo molto maggiore di quello con il quale aumentano le risorse alimentari e questo fatto obbliga gli individui ad una continua lotta per l’esistenza.
Darwin (ma anche Wallace) capì che a causa della lotta per l’esistenza si realizza un processo di selezione naturale che permette la sopravvivenza unicamente degli individui meglio adattati alle diverse e particolari condizioni ambientali.
La natura seleziona gli individui dotati di caratteri vantaggiosi mentre elimina gli altri. Attraverso la riproduzione, le modificazioni vantaggiose si trasmettano da una generazione all’altra e quindi gradualmente gli organismi si differenziano in gruppi sempre più diversi fino a diventare specie distinte.

Nasce un nuovo concetto:
la selezione naturale

L’espressione selezione naturale è usata da Darwin come una metafora a indicare diversi meccanismi tutti orientati a far si che i caratteri che influiscono positivamente sul numero di discendenti (fitness) abbiano un effetto autorinforzante.

Il meccanismo della selezione naturale secondo Darwin può essere spiegato da:
Sovraproduzione. Gli organismi producono una prole troppo numerosa rispetto alle risorse disponibili per garantirne la sopravvivenza; solo pochi individui sopravvivono fino alla maturità sessuale.
Variabilità. In ogni popolazione esiste una variabilità tra caratteri portati da individui diversi e i vari caratteri che determinano le differenze tra i singoli individui sono ereditabili. Alcuni di questi caratteri migliorano la probabilità di sopravvivenza degli individui che li possiedono.

NEODARWINISMO: “La selezione naturale agisce come la principale (se non l’unica) forza creativa nel dare origine a novità di tipo evolutivo”.

Altro pensiero economico che ben rappresenta aspetti di dinamiche ecologiche…
Il risultato migliore si ottiene quando ogni componente del gruppo fa ciò che è meglio per sé e per il gruppo, secondo la teoria delle dinamiche dominanti" John Nash.

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