venerdì 2 settembre 2011

"Madre giurassica dalla Cina"

Sintesi di un articolo di John Roach pubblicato su Nature

Juramaia sinensis, "madre giurassica dalla Cina" è, secondo gli esperti, il più antico progenitore dei mammiferi placentati, gli animali che danno alla luce una prole dopo averla nutrita, nell’organismo materno, con la placenta.

Il fossile, scoperto in Cina, è stato datato 160 milioni di anni. Questa nuova scoperta retrodata la separazione avvenuta tra placentati e marsupiali di almeno 35 milioni di anni. I placentati, che includono animali che vanno dai topi alle balene, sono l’ultimo gradino nella scala evolutiva iniziata con i cosidetti euteri o euplacentati, di cui J. sinensis è l’esemplare più antico. Questo nuovo euplacentato, che possedeva delle zampe anteriori adatte ad arrampicarsi sugli alberi, si cibava di insetti, che abbondavano nelle foreste temperate del Giurassico. Con questa dieta, J. sinensis raggiungeva al massimo di 15 grammi di peso, era quindi più leggero di uno scoiattolo striato. “La grande linea evolutiva che comprende anche noi umani ha avuto un inizio modesto, in termini di dimensioni corporee”, spiega Zhe-Xi Luo, il paleontologo del Carnegie Museum of Natural History che ha studiato il fossile.

Fino alla scoperta di questo fossile, i paleontologi ritenevano che la divergenza tra euteri e metateri (gli antenati dei marsupiali) fosse avvenuta 125 milioni di anni fa. I primi euteri si sarebbero differenziati a partire da un antico metaterio, il progenitore dei marsupiali moderni. Un terzo tipo di mammiferi sono i monotremi, come l’ornitorinco.

Agli albori della loro evoluzione marsupiali e placentati erano molto piccoli, e questa condizione li ha spinti verso gli ambienti forestati, al sicuro dai grandi dinosauri e da altri mammiferi.

"Le principali differenze fisiche tra eueteri e metateri sono nelle ossa del polso e nei denti. Per esempio, gli euteri hanno meno molari dei metateri. “Sono stati proprio i suoi denti che ci hanno fatto capire che J. sinensis è un eutero”, racconta Luo.

La scoperta, secondo Luo, conferma quanto era stato previsto dalle analisi sul DNA. Precedenti studi genetici datavano proprio a 160 milioni di anni fa la separazione tra gli antichi marsupiali e i placentati. La scienza tuttavia non ha ancora capito cosa sia accaduto in quel periodo per provocare la differenziazione tra marsupiali e placentati. “Sappiamo che marsupiali e placentati hanno preso strade diverse, come hanno fatto anche altri mammiferi. Non conosciamo invece cosa, dal punto di vista ambientale, ha innescato questa diversificazione”, conclude Luo.

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