martedì 29 ottobre 2013

STEPHANORHINUS KIRCHBERGENSIS, IL RINOCERONTE FOSSILE DEL PO

(Stephanorhinus kirchbergensis  Troco, 2013. 
Su gentile concessione del Museo Paleoantropologico del Po di San Daniele Po)


Un cranio incredibilmente completo e ben conservato di rinoceronte è stato rinvenuto e consegnato nel giugno 2013 al Museo Paleoantropologico del Po. L’indagine morfometrica recentemente svolta ha evidenziato caratteri distintivi tipici della specie Stephanorhinus kirchbergensis o rinoceronte di Merck.
Al momento, il fossile in esame, sembra essere l’unico esemplare rinvenuto nei sedimenti del fiume Po appartenente a questa specie. Con una lunghezza di 776 mm, inoltre, questo fossile è il più grande cranio di S. kirchbergensis finora rinvenuto.
Le caratteristiche morfologiche, in particolare la forma e le dimensioni dei denti, la lunghezza della cresta occipitale, l’apertura della fossa nasale ed alcune dimensioni generali depongono verso una classificazione, quella sopracitata, capace di rimettere in discussione la tassonomia di alcuni rinoceronti fossili padani studiati in passato (Anfossi, 1988; Cantaluppi, 1969; Cigala Fulgosi, 1976).
Pochi sono gli studi paleoecologici a riguardo di questa specie (Tong et al., 2010; Billia, 2007; 2008a; 2008b) tanto che difficile ne risulta ancora oggi la concreta contestualizzazione ambientale. Sempre questi lavoro hanno definito come possibile range distribuzionale di S. kirchbergensis in Pianura Padana, il periodo compreso tra gli 80 e i 130 mila anni fa. L’intervallo interglaciale Wurm-Riss, definito anche musteriano caldo, si colloca dello Stage Isotopico 5, un interglaciale temperato caratterizzato da ambiente boschivo, di foresta. 
I denti dell’esemplare in esame, manifestano una forma tipicamente brachiodonte (bassa e larga), caratteristica, negli erbivori, attribuita ad una dieta a base di vegetali poco corrosivi, come le foglie larghe. In condizioni steppiche, con graminacee diffuse, risultano caratteristici denti ipsodonti (alti e stretti come quelli dei cavalli ad esempio) più duraturi in condizioni di dieta ricca di fitoliti (cristalli silicei sulle foglie delle graminacee). Nel caso in esame, i denti del rinoceronte in fase di studio testimonierebbero un ambiente forestale, boschivo, ricco di latifoglie tipiche di clima temperato. Anche la ridotta lunghezza della cresta occipitale suggerirebbe una soluzione anatomica legata alla necessità di brucare da cespugli e alberi: soluzione che determina un portamento della testa più orizzontale rispetto alle specie attuali o alla specie estinte Stephanorhinus hemitoecus (specie di clima freddo).
Tutte queste informazioni tassonomiche e anatomiche, unite a deduzioni palinologiche derivate da lavori su varve lacustri e su torbiere, hanno instradato il lavoro del paleoillustratore Emiliano Troco incaricato dal Museo Paleoantropologico del Po di realizzare una ricostruzione dell’animale in vita in contesto ambientale. Il rinoceronte è stato descritto (dipinto) da Troco come un animale di grossa taglia (200 mm al garrese), con una lunghezza doppia rispetto all’altezza, con cranio a portamento sub-orizzontale e arti più lunghi rispetto alle specie brachimorfe attuali (Tong, 2010). Esso è stato collocato in un ambiente forestale di pianura, con latifoglie e paludi diffuse. L’ambiente sapientemente ricostruito da Troco è un’area “golenale” tipica padana, ricca di quercia, faggio, betulla, carpino e ontano (Pini et al., 2007; Marchesoni, 1960).


(Da Domenica 3 novembre il fossile sarà esposto presso il Museo Paleoantropologico del Po)


Bibliografia

Anfossi G. et al. 1988. Rinvenimento di un cranio di rinoceronte nelle alluvioni quaternarie pavesi. Atti Tic. Sc. Terra. Pavia, 31, 463-468.

Billia, E.M.E. 2007. First records of Stephanorhinus kirchbergensis (Jäger, 1839) (Mammalia, Rhinocerotidae) from the Kuznetsk Basin (Kemerovo, Kuzbass area, South-East of Western Siberia). Bollettino della Paleontologica Italiana, 46:95-100.

Billia, E.M.E. 2008a. The skull of Stephanorhinus kirchbergensis (Jäger 1839) (Mammalia, Rhinocerotidae) from the Irkutsk region (Southwest Eastern Siberia). Quaternary International, 179:20-24.

Billia, E.M.E. 2008b. Revision of the fossil material attributed to Stephanorhinus kirchbergensis (Jäger 1839) (Mammalia, Rhinocerotidae) preserved in the museum collections of the Russian Federation. Quaternary International, 179:25-37.

Cantaluppi G. 1969. Il rinoceronte di S. Colombano al Lambro. Atti Ist. Geol. Univ., Pavia, 20, 67-81.

CIigala Fulgosi F.,1976 - Dicerorhinus hemitoechus (Falconer) del post-Villafranchiano fluviolacustre del T. Stirone (Salsomaggiore, Parma) - Bollettino della Società Paleontologica Italiana, 15, pp. 59-72.

Loose, H. 1975. Pleistocene Rhinocerotidae of W. Europe with reference to the recent two-horned species of Africa and S.E. Asia. Scripta Geologica, 33:1-59.

Marchesoni V., Paganella A., 1960. Ricerche sul quaternario della Pianura Padana. I. Analisi polliniche di sedimenti torbosi-lacustri di Padova e Sacile. Rend. Ist. Sci. Univ. Camerino, L, 1, 47-54.

Pini R., Ravazzi C., Donegana M., 2007. Gli ultimi cinque cicli climatici nella successione sedimentaria della pianura friulana. Volume "Clima e cambiamenti climatici. Le attività di ricerca del CNR" (a cura di Carli B., Cavarretta G., Colacino M., Fuzzi S.): 169-172. 


Tong, HW. and Wu, XZ. 2010. Stephanorhinus kirchbergensis (Rhinocerotidae, Mammalia), from the Rhino Cave in Shennongjia, Hubei. Chinese Science Bulletin, 55:1157-1168.

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