mercoledì 20 gennaio 2016

Pàus...

... è un osso frontale di Homo neanderthalensis.


Ritrovato nel 2009 nelle alluvioni del fiume Po, in prossimità di Spinadesco (CR), l'osso venne consegnato al fu Museo Naturalistico Paleontologico di San Daniele Po che, in funzione dello straordinario reperto, cambiò i propri connotati assumendo l'aspetto e il nome di Museo Paleoantropologico del Po.
Subito dopo il ritrovamento venne costituita da parte della Soprintendenza della Lombardia una commissione di studio composta da luminari italiani in materia che ancora oggi studia Pàus per rivelarne ogni recondito segreto.  Numerose sono però le scoperte già avvenute a suo riguardo: un neanderthalensis padano, con caratteristiche intermedie con l'Homo sapiens, caratterizzano questo fossile quale patrimonio unico per la paleoantropologia italiana.
Dal ritrovamento di Pàus ad oggi, numerosi altri importanti ritrovamenti di fossili quaternari si sono succeduti tra i sedimenti del Po arricchendo il Museo Paleoantropologico del Po fino a renderlo un gioiello di assoluta peculiarità e ricchezza.
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Nel dipinto di seguito, realizzato pochi giorni fa dal paleoillustratore ufficiale del museo Emiliano Troco, si evincono i caratteri morfologici del fossile e le caratteristiche estrapolate dalle più recenti scoperte scientifiche internazionali a riguardo della genetica di Homo neanderthalensis.


L'opera ultima di Troco, "Homo neanderthalensis", rappresenta l'icona ufficiale del nuovo Darwin day 2016 intitolato "Da Mendel a Pàus, l'evoluzione della genetica", evento durante il quale, Martina Lari, dello Staff di David Caramelli dell'Università di Firenze, rivelerà al pubblico i primi risultati derivati dallo studio del DNA fossile di Pàus.

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