domenica 8 luglio 2012

TROVO TUBO? SONO IDRAULICO!


"IL PO RESTITUISCE LA PREISTORIA. CORNA E OSSA DI MEGA ANIMALI"
Spettacolo!!!! Dinosauri? Rettili marini? Squali giganti? Balenottere? 
ehm...no, capre, mucche, qualche cervo ed un bisonte...

Questo post è uno sfogo nei confronti della stampa estiva, quella che immersa nell’afosa ed insopportabile carenza di notizie, coglie al balzo la palla lanciata da estemporanei fenomeni stagionali per tramutarli in notizie eclatanti o comunque meritevoli di interesse.
E’ il caso di tutti i quotidiani locali in genere e a volte anche di testate nazionali, anche se queste ultime hanno più ritegno e quindi  limitano la frivolezza (di solito).
Ieri (7-7-2012), mi è venuto sottomano, durante il relax in piscina, il periodico PIU’, settimanale del quotidiano la Provincia di Cremona.
In particolare faccio riferimento, col presente post, ad un articolo (riportato nell'immagine a corredo), relativo a presunti ritrovamenti paleontologici nel fiume Po, proprio in questi giorni.
Ora... dico io, in provincia di Cremona, ci sono almeno tre musei che si occupano di questa disciplina: la paleontologia locale. È fuori dall’immaginario che un giornalista possa, prima di lanciarsi in avventurosi articoli,  contattare qualche professionista per chiedere pareri e spiegazioni?
Malauguratamente il Po è un ricco giacimento di reperti, cosicché, il ritrovamento di un osso desta tra la gente curiosità e passione. Ma dal ritrovamento di un reperto a saperne di paleontologia ne passa di acqua sotto i ponti....
E’ un po’ come immaginare me stesso che, un bel giorno in giro per funghi, ritrovo un vecchio tubo arrugginito... Da quel momento posso considerarmi un idraulico professionista? Potrei, ad esempio,  scrivere di getto articoli sulla costruzione di impianti di irrigazione o di condizionamento? Certo che no, ed infatti non lo faccio, quindi mi indigno nel leggere simili accozzaglie di approssimazioni e di imprecisioni. 
Ma andiamo con ordine rileggendo l’articolo di PIU’:
Il Po si ritira e i reperti riemergono. Tanti. Evidentemente l’ultima piccola piena ha smosso il fondo e dunque ha riportato alla luce reperti preistorici molto interessanti. Ben conservati dalla sabbia e dal gelo del Po”.
Dunque... Il Po si ritira stagionalmente, e sulle barre fluviali rimangono spesso reperti ossei fossili (o subfossili) e reperti archeologici (preistorici, protostorici e comunemente storici). L’ultima piena (la più recente), quella primaverile ha rimescolato i sedimenti di barra esponendo reperti ivi immersi, classandoli sulla spiaggia assieme a ciottoli, tronchi e reperti archeologici. 
Questi fossili si conservano grazie al sedimento anossico del fiume (argilla) ma iniziano a distruggersi non appena vengono erosi e trasportati da questi ad opera del fiume finendo in balia della sabbia (erosiva e permeabile all’acqua e all’ossigeno), nonché esposti al gelo che, ghiacciando e fondendo, sbriciola i reperti. In pratica l’esatto opposto delle affermazioni dell’articolo.
... Di recente R. B. ha trovato un femore, forse umano, e alcune mascelle di erbivori quasi integre e ben conservate. Anche G.I., E.S., A.B., sugli spiaggioni di Spinadesco hanno rinvenuto numerose ossa, sembrano tutti erbivori. Compresa la mandibola di un cavallo”.
Di mascelle di erbivori quasi integre e ben conservate difficilmente se ne rinvengono nel Po. La mascella è una parte scheletrica non mobile del cranio che, articolata attraverso suture, risulta spesso saldata ad esso. Se la si rinviene isolata, caso piuttosto insolito, questa non può essere ben conservata, perché rotta(!). Erano mascelle dunque? O mandibole? E se non si distingue nemmeno la parte anatomica, come si può sperare di individuarne la specie di appartenenza?
... E sempre di erbivori ma di quelli “mega” sono i reperti portati alla luce da alcuni appassionati. Nel basso fondale del ponte autostradale di Gerre Caprioli (CR) (l’autostrada si immerge nel fiume?!?) è stato riportato in superficie il corno di un bisonte preistorico, un reperto risalente, probabilmente a quasi 10mila anni fa, lungo quasi 80 centimetri, è ancora attaccato a metà dell’osso frontale di questo colossale animale che vagava nella pianura Padana preda degli uomini del Neolitico
Ora, va bene il colpo di scena o l’enfasi del racconto, ma se io dicessi che ho trovato l’unghia di un neanderthaliano voi ci credereste? Assolutamente no, perché un unghia è fatta di chitina, cheratina o comunque proteine, un tessuto corneo che si decompone, quindi che NON SI CONSERVA! E di cosa è fatto il corno di un bisonte? O di una capra? O di una vacca??? Della stessa cosa, quindi NON SI CONSERVA! Quindi che cosa hanno trovato i nostri avventurieri? Un osso frontale che dalla fotografia sembra essere di Bisonte (Bison priscus) anche se servirebbe un’indagine di laboratorio per definirlo esattamente. Ma probabilmente gli esperti l’hanno classificato autonomamente. "Il corno", a dir loro , sarebbe lungo 80 cm. OTTANTA? Ma di che bestia stiamo parlando di un cervo? La lunghezza è piuttosto incompatibile con la specie assegnata, quindi o è sbagliata la misura oppure l’attribuzione tassonomica...
... Ammettiamo comunque che trattasi di bisonte, preistorico come dice l’articolo (se fosse moderno sarebbe una scoperta eccezionale!!), esso visse in Italia tra 58 e 30.000 anni fa, non proprio nel neolitico quindi...
... E sullo spiaggione di Brancere è stato trovato un semipalco di cervo ancora in ottime condizioni, più la parte frontale di quella che sembrerebbe una capra selvatica. Inoltre non si contano in questi giorni le vetrebre ritrovate e i denti di erbivori
Semipalco? Cosa si intende: la metà o la parte di un palco? La parola semipalco non esiste. 
I palchi sono le protuberanze ossee dell’osso frontale del Cervus elaphus (in questo caso). Infatti il frammento di palco rinvenuto è ancora in continuità (attraverso il cercine) con l’osso frontale.
...Tutti reperti che testimoniano come la pianura fosse abitata da animali colossali, oggi completamente scomparsi, che garantivano il cibo agli uomini preistorici. I reperti, si diceva, sono tutti in ottime condizioni: la sabbia e il fango del Po, con le basse temperature invernali, li proteggono, e il deterioramento diventa più lento”.
Capre e cervi non erano proprio colossali, forse il bisonte...
Ribadisco che sabbia e gelo sono due agenti distruttivi dei reperti ossei fossili del Po, infatti tutti i reperti sono rotti, erosi o frammentari, altro che ben conservati...
Mi chiedo quali osservazioni tafonomiche possano permettere di affermare il contrario...

Ed ora un breve sguardo alla didascalia delle foto dei fossili:
Da sinistra: una mascella di cavallo, il cranio di una capra selvatica, i corni di bisonte e di cervo

Ommamma...

Da sinistra: una MANDIBOLA di cavallo, il cranio (OSSI FRONTALI) DI UNA VACCA (Bos taurus), L’OSSO FRONTALE di un bisonte ed IL PALCO di un Cevo.

Se ne fosse centrato uno...

Comunque, questo post non intende giudicare il giornalista che ha redatto l’articolo, ma vuol mettere in evidenza le imprecisioni, spesso sostanziali, che l’improvvisazione può generare. Queste leggerezze alla fine, si ripercuotono su informazioni completamente sbagliate a carico del lettore. Per carità, errori di questo tipo non causano certo danni irreparabili, tutt’altro, però se si sprecano due pagine di un periodico per un certo tipo di informazione, perché non sforzarsi minimamente di farla correttamente? 
Che ci stanno a fare i musei o i curatori dei musei? 
Cosa si investono a fare sforzi ed euro per fare una divulgazione scientifica capillare se poi i media di massa urlano fandonie al megafono? 

Mamma, ho trovato un osso nel Po! 
Passami Più' che vediamo un Po'!
CAPRA!
(ma colossale!)

5 commenti:

  1. io invece ce l'ho proprio coi giornalisti!
    insomma, se un soldato mi spara non me la sento del tutto di dirgli: tranquillo non ce l'ho con te, ma solo col tuo capo!
    sarebbe molto interessante conoscere il dietro le quinte di questo articolo: delle esigenze commerciali per cui è nato, del committente, della scelta del giornalista di turno, della scelta CONSAPEVOLE E MEDITATA di NON contattare alcun museo o paleontologo.
    e siccome mi piace fantasticare adesso dedicherò cinque minuti della mia vita ad immaginarmi facce e dialoghi di come è nata questa storia!

    Troco

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  2. Ma, caro Troco, questo articolo è nato come ogni estate, quando non si sa cosa pubblicare e allora dal Po spunta qualcosa di utile (non ho detto interessante) a cui appigliarsi.
    Purtroppo il fiume è meta di cercatori convinti di saperne moltissimo che a volte tra amici, al bar, si scambiano le loro convinzioni. Malauguratamente alcuni hanno rapporti con giornali, cosicché queste "notizie", corredate da convinzioni...estive, finiscono per venir stampate, e ahimè, lette. Sono convinto, però, che il solo scopo di questo articolo sia stato... riempitivo.

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  3. sisi anche io credo sia riempitivo, visto anche il tipo di magazine :)

    T

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  4. Purtroppo però, essendo assolutamente ignorante in materia, avrei creduto a quasi tutto (tranne forse al ritrovamento del corno perchè sapevo che non si conservano) di quello scritto nell'articolo. Lo scopo riempitivo non lo trovo molto corretto....soprattutto con una materia così specifica...se scrivono (come quasi ogni estare succede...) che è stata avvistata una pantera in qualche paese, posso anche capire da sola che quasi sicuramente l'articolo è stato scritto a scopo riempitivo. Ma in questo caso come faccio ad accorgermene??

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  5. Ciao Ilaria, lo scopo riempitivo non è giustificabile.
    Si potrebbe riempire qualche pagina col minimo sforzo attraverso una rapida e semplice consultazione di esperti, facendo oltre che bella figura, anche un buon servizio.
    Qualche tempo fa, articoli del genere uscivano spesso sull'ormai scomparso quotidiano "Cronaca di Cremona" ad opera di un giornalista (P.P.) che richiedeva sempre documenti e informazioni, direttamente o via email. Quasi sempre comunque chiedeva un confronto. C'erano ancora alcune imprecisioni, ma complessivamente gli articoli risultavano corretti, comprensibili e utili. Ci metteva anche poco a scriverli e pubblicarli, a riprova che lo sforzo necessario a volte non è neanche eccessivo. Spesso però il problema non è neanche quello, a volte il confronto non avviene perché chi scrive ritiene di essere sufficientemente preparato...

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