mercoledì 7 novembre 2012

SECONDA RECENSIONE

di
Gilberto Polloni


Sostiene Aristotele nelle Categorie che la scienza è il contrario dell’ignoranza, affermazione che lo Stagirita ribadisce con decisione anche in altri testi ma che non è poi così lapalissiana come potrebbe sembrare a prima vista. Viviamo in un’epoca dominata dalla comunicazione, nella quale l’informazione costituisce il ganglio centrale di ogni attività umana. Mai come oggi la massima confuciana in base alla quale pensare senza aver studiato è pericoloso sembra trovare quotidiano riscontro.
Malgrado ciò siamo costretti a constatare che, contro ogni apparenza, il pensiero collettivo è conformato, nella società a capitalismo avanzato, più a luoghi comuni e ad approssimazioni di riletture teoriche che a precise consapevolezze scientifiche e culturali. Ciò determina un gap informativo che genera una diffusa anomia sociale, una sorta di disinteressato distacco da qualsiasi impegno che esuli dalle banalità lavorative, per rifugiarsi semmai in abborracciate metafisiche usa e getta.
Dunque c’è bisogno di conoscenza che generi attività culturale e questo, ad una prima lettura, appare l’intento della nuova opera di Davide Persico, “Storie da una scatola di sassi”, che guida il lettore attraverso la lunghissima storia dell’uomo sulla terra. Ma ad una seconda (e per gusto estremo, terza) lettura il libro appare come uno scrigno contenente storie fantastiche (non di fantasia perché in realtà non ci si scosta mai dalla realtà empirica scientifica) che aprono visioni su altre storie, in un continuo gioco di scatole cinesi che rapisce il lettore nell’incanto di scoperte che conducono ad ulteriori scoperte, a considerazioni e, alla fine di tutto, a revisioni globali.
Ma, a ben guardare, è proprio questo il dovere dello scienziato, quello di scostare il velo, alzare il sipario sul mondo, sull’universo che non contengono misteri ma reperti, indizi, prove di un’evoluzione che ci apparenta all’ameba, in un ricreato continuum della biosfera. È di nuovo Aristotele che conferma questa regola: lo stupore, lo stupore della scoperta è la base di ogni filosofia, che non è vano parlare al vento, ma provare razionalmente chi siamo, donde veniamo e dove andremo a finire.
Tutto questo è proprio ciò che fa Davide Persico, non nuovo a simile esperienze editoriali, sempre impegnato nella diffusione di una conoscenza che, se ben compresa, ci permette di vivere meglio, al riparo dalle fantasie metafisiche e trascendentali che addormentano la ragione. Aprendo il suo nuovo libro, si apre una scatola che contiene, ben ordinati e catalogati, otto sassi, otto oggetti di differente composizione chimica e natura fisica, che ci narrano la loro storia, o meglio, attraverso la loro storia ci svelano dimensioni interdisciplinari che dalla paleontologia ci accompagnano attraverso le stanze contigue della biochimica, della genetica, dell’antropologia, dell’archeologia, della geologia, della fisica, della bionica, della meteorologia, delle neuroscienze e di altre discipline che costituiscono il complesso viluppo di saperi scientifici tra loro interconnessi e che scoprono ogni giorno nuove frontiere del sapere e della conoscenza.
L’abilità di Davide Persico consiste nel riuscire a districarsi con consumata abilità tecnica tra le varie ramificazioni del pensiero scientifico, evitando di perdere il filo del discorso che invece rimane saldamente presente in ognuno degli otto capitoli, descrivendo con linguaggio diretto, semplice e a volte quasi colloquiale, concetti, regole e teorie derivati da varie discipline scientifiche. Ma non si tratta di semplice divulgazione. Persico non è un giornalista ma uno scienziato riconosciuto a livello internazionale e tanto maggiore è il suo merito in quanto non è sempre facile esprimere concetti complessi in termini accessibili a tutti. Questa attitudine è la riprova dell’articolata cultura scientifica dell’autore che riesce a condensare una vastità di elementi in una spremuta di saperi che si assorbe, dalla lettura delle pagine del libro, come una iniezione di stimolante nettare filosofico, sempre per dirla con lo Stagirita.
Storie da una scatola di sassi è in pratica la storia del mondo, la storia dell’uomo, la storia naturale narrata in una sorta di raccolta enciclopedica di dati, scoperte, teorie, fatti e reperti scientifici, un libro che non si finisce mai di leggere, perché ogni pagina, ogni frase, direi ogni parola contiene il germe di altri approfondimenti, di nuove ricerche, lo stimolo per nuove aperture di interesse. Storie da una scatola di sassi è un’opera che può essere letta partendo dalla sua metà, o dal fondo e andando a ritroso: il risultato non cambia, stesso stupore, stesso entusiasmo e il convincimento di trovarsi in presenza di un poema, perché la vera, forse unica, poesia è quella descritta dalla natura e dalla vita quotidiana dell’uomo che ne è l’espressione estrema.  


Davide Persico
Storie da una scatola di sassi
P. 322, € 18,00
Edizioni Del Miglio, Persico Dosimo 2012

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