martedì 12 novembre 2013

WWW.LALTRUIMESTIERE.BLOGSPOT.COM


Nel 1985 non esistevano ancora i blog. Le veci di questi diari online erano svolte dalle rubriche sui quotidiani e sui settimanali.
Su La Stampa di Torino, negli anni '70-'80, vi era uno di questi “blog” cartacei redatto da un ex chimico poi inventatosi scrittore,...e che scrittore. L’altrui mestiere è una raccolta di cinquanta “post” usciti su La Stampa ad opera di Primo Levi. Leggendo questo libro penso che se Levi fosse ancora in vita, probabilmente oggi avrebbe una rubrica online o forse un blog.
Certamente se questo ipotetico blog contenesse i 50 racconti presenti nell’omonimo libro, sarebbe un blog di grande successo. Certamente uno dei miei preferiti. Certamente in testa alla lista dei link segnalati dell'anello mancante.
Avete presente quando vi capita di entrare in un negozio di scarpe ed in vetrina adocchiate il modello perfetto, quello che assomiglia alla vostra faccia e che rispecchia la vostra personalità? Quel modello semplicemente “vostro” che quando lo calzate si infila perfettamente dandovi il più assoluto senso di comodità e di compiutezza? Ecco, per me “L’altrui mestiere” di Levi è la calzatura ideale, quella semplice, perfetta, comoda, adatta ad ogni occasione, che mi dimentico addirittura di togliere in casa la sera, che mi fa sentire a mio agio e che risulta straordinariamente complementare all’anatomia morfologica del mio piede. 
Ho conosciuto questo volume grazie ad un amico giornalista, Michele Scolari, che ho imparato ad ammirare per la personalità della scrittura, le capacità giornalistiche e l'onestà ma che ammiro soprattutto per l’evidente curiosità che muove i suoi interessi, la voglia di conoscere e di far conoscere, e soprattutto mi piace una caratteristica che ci accomuna: la capacità di osservare, la stessa che Italo Calvino considerò la grande dote innata di Primo Levi.
Nel recensire il post dell’anellomancante “Paleontologia urbana”, Scolari inserì una frase tratta dal brano Segni sulla pietra di Primo Levi che io non conoscevo ma che mi colpì a tal punto da riconoscerla quasi come mia. Avrei voluto scriverla io, perché è quello che io vedo, è quello che io penso. Così ho chiesto (un poco vergognandomi dell’ignoranza) a Michele da dove fosse stata tratta quella frase e ad indicazione arrivata ordinai il volume che da qualche ora stringo avidamente tra le mani e che mi son proposto di interrompere e chiudere solo temporaneamente per scrivere questo post. Non riesco ad attendere la fine del volume, perché sono pervaso dall’entusiasmo che caratterizza ogni volta in cui riesco a trovare, per coincidenza o per assiduità di ricerca, qualcosa di ricercato da tempo.
Avete mai pensato a quale è per voi il libro ideale?
Io ne leggo molti di libri, circa 20-30 l’anno, alcuni belli, altri non riesco a finirli, alcuni li butto in un angolo mentre altri ricevono il posto d’onore sulla libreria migliore. Ma solo alcuni, pochissimi selezionatissimi, vengono separati dalla massa per finire nella top list libraria della mia casa. Sono pochissimi, fino a qualche ora fa erano quattro, adesso sono cinque. Vi è entrato Primo Levi e si colloca pari merito con Aldus Huxley (Il Mondo Nuovo), Charles R. Darwin (Autobiografia), Michel Houellebecq (Le particelle elementari), Stephen J. Gould (Il pollice del panda).
L’altrui mestiere è un "blog" modernissimo, attuale. Esso è composto da cinquanta brani, che raccontano di personaggi, cose, animali e scienza. L’autore tratta questi argomenti con una semplicità letteraria disarmante, uno stile semplificato (non semplicistico) capace di far pensare che l'informazione è così, come l’ho sempre conosciuta ma come non sono mai riuscito a spiegarla.
Tutte le mie passioni sono raccolte in questo libro ed ogni giro di pagina è una piacevole sorpresa. 
Ad Aldus Huxley è dedicato un racconto, un elogio allo straordinario intellettuale inglese ed a uno dei volumi più belli e visionari che siano mai stati scritti, tanto antico quanto tremendamente attuale e premonitore: il mondo nuovo. L’ho letto pure io, lo penso pure io mi verrebbe da dire a Levi. L’avrei scritto pure io, certo non così bene, però...... però sono contento di aver trovato conferma che ciò che ho imparato, che ho letto o che ho ammirato, è qualcosa di talmente serio ed importante che anche un intellettuale come Levi l’ha osservato.
In passato ho parlato in un post di "The Missing Link..." di paleontologia urbana ed una persona che ha letto Levi ha trovato affinità col mio racconto, così mi informo, lo leggo e lo trovo straordinariamente famigliare: la versione sintetica e ben scritta del mio post. O perlomeno di quanto avrei voluto dire.
Nel mio libro “Storie da una scatola di sassi” ho dedicato un intero saggio all’ambra, esattamente come Levi nell’Altrui mestiere: La forza dell’ambra. Ho parlato di meteoriti e di astronomia come Levi in Notizie dal cielo. Ho scritto qualche giorno fa di paure innate e mi ritrovo un saggio di Levi intitolato Bisogni e paure. Ho osservato e studiato effetti di coevoluzione tra organismi e orchidee e mi son ritrovato nella raccolta di Levi un saggio intitolato il teschio e l’orchidea. Ho concluso il mio ultimo libro con un saggio dedicato alle biotecnologie al futuro che aspetta la nostra specie ed altre specie animali e mi ritrovo un saggio intitolato Inventare un animale. Scrivo di microbiologia e di micropaleontologia, studio e tratto di mondi invisibili allo stesso modo del saggio Il mondo invisibile di Levi. E poi da paleontologo sfrutto la mia disciplina preferita per scrivere, esattamente come levi dice di aver sfruttato le conoscenze e l’apertura mentale offerta dalla chimica per conoscere la scrittura...e mi ritrovo un saggio intitolato parole fossili.
Mentre leggo questo libro incredibile la mia mente vola. Penso se tutte queste siano proprio e solo coincidenze; se questo libro è arrivato in mano mia per qualche oscuro motivo o se è giunto fin qui perché inconsciamente ricercato. Sta di fatto che mi sembra di averlo già letto, di conoscerlo da una vita, forse l’avrò letto in una vita precedente? E chi lo sa. Forse quando una passione ti attanaglia ti coinvolge a tal punto da importi di perseguirla ovunque e con ogni mezzo, portandoti spesso a fare incontri incredibili con persone vive straordinarie o che magari non ci sono più ma che hanno lasciato una traccia indelebile della loro conoscenza, permettendo a qualsiasi mente avida di attingervi per migliorarsi. Ed è bellissimo. E' bellissimo osservare, è bellissimo ritrovare in natura o nel pensiero d'altri la conferma di intuizioni avute col lavoro della propria mente. E' bellissimo osservare la vita ed imbattersi in un libro sconosciuto che riassume tutto ciò che avete osservato e che costituisce il vostro interesse. Chiedo scusa se ora mi fermo ma... devo riprendere la lettura.

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