martedì 2 dicembre 2014

SEPTARIE

Moeraki Boulders  (Nuova Zelanda)
(http://ronorenstein.blogspot.it/2012/02/new-zealand-boulders-and-birds.html)

Le septarie sono strutture sedimentaria secondarie rappresentate da concrezioni o noduli di forma subglobosa e dimensioni variabili da pochi centimetri a oltre un metro di diametro. Sono caratterizzate da vene e fessure concentriche, talvolta radiali, spesso con cavità centrali cristallizzate. I minerali che vi si rinvengono sono essenzialmente calcite e barite, più raramente gesso, quarzo, marcasite, limonite, vivianite, ossidi di Manganese. Sono spesso fluorescenti. In Italia si rinvengono ad esempio nell’Appennino centrale, sia sul versante emiliano che, in minor misura, su quello toscano (Tealdi, 1991).

Moeraki Boulders  (Nuova Zelanda)

La genesi delle septarie è ancora dibattuta. Essendo concrezioni sedimentarie è indubbio che si generino per deposizione di sedimento intorno ad un nucleo. L’ambiente di sedimentazione dovrebbe essere equiparato ad un bacino marino, poco profondo, in una zona a clima subtropicale molto umido, nelle cui acque calde si è sviluppata una ricca fauna. Questa floridità faunistica presuppone al fondo numerosi resti in decomposizione batterica capace di incrementare il bicarbonato e l’ammoniaca disciolti. Associato a questo vi è un aumento del pH e la precipitazione dello ione Ca++ dalla soluzione. La teoria vorrebbe che la fase di decomposizione di un organismo ed eventualmente la sua fossilizzazione fossero causa e effetto per la formazione dei nuclei delle concrezioni. Ma raramente i nuclei ospitano resti fossili...


Septaria con ammonite Crioceras Oxfordiano (Jurassico superiore) Beau Voisin ( Drôme) 

Vi è quindi una seconda teoria che imputa alla nucleazione cause solamente chimiche (Vandenberghe & Laga, 1986).
Formatosi il nucleo, attorno ad esso iniziano a sovrapporsi in strati successivi sedimenti contenenti minerali che poi diverranno parte della concrezione. I minerali segregano, cioè si separano dal fluido, l’acqua marina, circolante nel sedimento durante la diagenesi. All’interno del sedimento umido si cristallizzano minerali (generalmente calcite) attorno a nuclei con forme tendenzialmente sferiche. La superficie esterna delle concrezioni litifica gradualmente screpolandosi, la disidratazione chimica incrementa la fessurazione, con la formazione di crepe di restringimento che si propagano dall’interno verso l’esterno. Come conseguenza le crepe e i vuoti si riempiono di calcite. 
Movimenti tettonici poi espongono le sezioni geologiche sedimentarie contenenti le future septarie che, soggetti ad erosione, “liberano” le concrezioni poi assoggettate a trasporto e ulteriore erosione, mettendo in evidenza il “tessuto” interno delle vene di deposizione secondaria.
Le septarie sono comune in molti luoghi d’Italia e d’europa. Nel nostro paese si annoverano, come località caratteristiche luoghi della Lombardia in provincia di Bergamo e Pavia; del Piemonte in provincia di Alessandria e Torino; in Emilia Romagna nelle provincie di Piacenza, Parma, Reggio Emilia Modena e Bologna,; in Toscana pressoFirenze, Pisa, Arezzo e Grosseto e nelle Marche tra Pesaro e Urbino e Ancona.
Belgio, Germania, Francia, Danimarca, Olanda, Regno Unito, Svizzera e Grecia presentano località famose per il rinvenimento di septarie. 
In Africa, le più famose sono certamente quelle del Madagascar.


In Madagascar, nel bacino di Majunga, nella parte nord occidentale del paese, sulla costa rivolta all’Africa, le septarie si ritrovano in formazioni di argille scistose e gessose grigie, di circa quindici metri di spessore. L’età di questi strati varia da 135/130 a 130/125 Milioni di anni fa.
In altre argille scistose grigie, in bancate più spesse (circa 50 m) e riconducibili al Malm (Giurassico medio), si rinvengono, seppur raramente, concrezioni aventi come nucleo degli esemplari di ammonite.

Queste septarie sono costituite da una matrice sedimentaria grigia, fessurata concentricamente, con vene di riempimento di calcite secondaria che va dal giallo chiaro al marrone bruno, quasi nero. A questo gruppo appartiene l’esemplare fotografato di seguito.

(D. Persico - Collezione privata)


Reference

Emiliani G. - De Septaria. Guida alle septarie e ai loro minerali e macrofossili. Massa Lombarda (Ravenna);

Tealdi E. - Mineralogia e Geologia: Vocabolario, Gruppo Mineralogico Lombardo e altri - 1991;

Vandenberghe, N. & Laga, P., 1986. The septaria of the Boom Clay (Rupelian) in its type area in Belgium. Aardkundige Mededelingen (Leuven University Press) 3: 229-238.


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